Pedigree e Nazismo

Il pedigree è un concetto artificiale, ce lo siamo inventati di sana pianta noi umani e lo abbiamo appioppato alle specie feline e canine, senza che queste ne sentissero minimamente il bisogno.
Non sono solo cani e gatti a dover sottostare alle nostre paturnie, ci sono anche gli uccelli, i conigli e tante altre povere bestie che si prestano all’evoluzione perfetta di canoni scelti da noi in maniera assolutamente artificiale.
La natura, nella sua appurata saggezza, si muove in maniera diversa.
La natura mischia.
La natura mescola i caratteri più disparati per creare ricchezza, pluralità di risorse e armonia. La natura seleziona in base a una moltitudine di criteri, mai fini a sè stessi.E in questo sta la sua forza.

La selezione che, invece, facciamo noi, arbitrariamente, su determinati esseri viventi li conduce ad un impoverimento del loro corredo cromosomico ed a un indebolimento della loro salute generale favorendo ceppi genetici portatori di malattie congenite ereditarie.

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Ma noi esseri umani siamo un po’ fissatelli con queste cose, talmente fissatelli che nel corso della Storia abbiamo più volte provato ad applicare questi criteri su noi stessi.
Ci piace giocare a fare Dio.
Noi tutti abbiamo presente la punta massima di questa tendenza umana: il signor Adolf.
Ma al signor Adolf non mancarono spunti, era un genio del male sì, ma non gli vennero dal nulla le idee per assecondare le sue smanie di controllo e sterminio.
Basta dare anche solo uno sguardo veloce alla voce “Eugenetica” dall’innocua wikipedia, per farci un’idea di quanto il pensiero della selezione su un criterio arbitrario scorra sottotraccia da sempre nelle vicende umane.

Il programma Aktion T4 della Germania nazista sintetizza tutte le conseguenze estreme a cui si possa giungere seguendo rigorosamente la linea di pensiero del “miglioramento della razza”; in questo caso, la razza umana.

(Il tema è trattato in modo dettagliato nello spettacolo di Marco Paolini – Ausmerzen)

Chi riesce ad avvertire la base comune che si cela dietro le azioni umane che ricercano un pericoloso quanto artificioso tipo di perfezione, chi si sente davvero a disagio di fronte a questi avvenimenti, a queste teorie, a questo modo di vedere il mondo, non può che allontanarsi e rifiutare ogni minimo segnale che riconduca a questa ideologia. Sia pure il semplice pedigree di un cane.
E’ un tipo di coerenza che non si basa su un principio razionalmente scelto, ma è più una risposta istintiva di protezione verso la vita, la vita libera, la vita imperfetta. E la ricchezza che si nasconde in questa sacrosanta imperfezione.

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